Mostra individuale dedicata all’artista pittore spagnolo XAVIER VISA, presso L’officina Home Interiors, LOCARNO Via S. Balestra 1a, Giovedì 15/11/12

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Mostra dell’artista spagnolo XAVIER VISA, L’officina Home Interiors, Via S. Balestra 1a, LOCARNO

fino a fine febbraio

XAVIER VISA

Born in Barcelona (Spain) in 1968.
He graduated in Fine Arts at the Central University of Barcelona.

Mostra lu-ve 9h00-12h00, 14h-18h30

e

Sa 9h-12h00, 13h00-17h00

 

Nel flusso dei giorni.

“Storie di ordinaria amministrazione”: così m’era venuto di intitolare queste poche righe scritte per  Xavier Visa le cui pitture che ci tuffano dentro l’andirivieni di uno spazio urbano traversato da un flusso ininiterrotto e indistinto di persone. In realtà, a pensarci, storie però non sono. Salvo per le favole (e quelle non sono favole), ogni vera storia implica infatti una determinazione sia dello spazio che del tempo in cui si svolge, presuppone inoltre un filo che la attraversi, una sequenza relazionata di atti, eventi o immagini ordinati (oppure ordinabili) nella loro concatenazione interna. Un prima e un poi, un unizio e una fine. Se così stanno le cose, allora la sua pittura non conta storie né fa storia: non prosegue, non va avanti, direi anzi che sta ferma pur presentando un’infinità di situazioni o di gente in movimento, di cui l’artista si limita a giustapporre una serie di attimi fuggenti: tutti diversi ma anche tutti uguali.

Frammenti di vita, tempi morti: in genere quelli del trasferimento, del transito da un posto all’altro dentro scenari che in realtà non ci appartengono perché fanno solo da fondale. È il volto indistinto ed anonimo, indifferenziato e fors’anche indifferente, della metropoli odierna che trasciniamo con noi.  Quello che il filosofo-sociologo Marc Augé avrebbe chiamato un “non-luogo” ovverosia tutti quegli spazi, tipici del nostro tempo e della nostra civiltà, caratterizzati dal consumo e dall’utilizzo, ma non vissuti, anonimi, privi di storicità e di identità, frequentati da gruppi di persone freneticamente in transito ma che non si relazionano: strade urbane, stazioni, sale d’attesa, aeroporti. Lì si può anche vivere e morire al di fuori di ogni relazione civile.

Basta un rapido sguardo per avvertire subito che i dipinti di Xavier Visa ci calano dentro lo spazio della nostra urbanità e modernità. Non è solo questione di abiti, fogge e usanze; oppure di auto parcheggiate ai bordi delle strade e di palazzi o vetrine retrostanti. E non è nemmeno il fatto che ci si sente dietro la tecnologia di un telefonino o di una macchina fotografica da tasca usata dal pittore d’oggi come quelli di ieri tiravano fuori matita, penna e calepini per prendere quattro rapidi appunti. Assai più nostra è la sensazione che ne emana: della alienazione e della separatezza per quanto si marci tutti nella stessa direzione, a contatto di gomito, dentro un fluire assimilabile al rumorio fioco, sordo e indistinto che fa da fondale acustico di ogni grande citttà.

Non è pittore di paesaggi, ma di figura. Però sul versante opposto ci sono anche slarghi di silenzio che si distendono come campi di colore, dove finalmente il tramestio della quotidianità tace e lo sguardo cede alla contemplazione del colore profondo. Certo è un pittore che ama la sontuosità del colore dato con una sua corposità, ma al tempo stesso morbido, vellutato, carico di trasparenze, di riflessi o luminosità interne, anche quando si limita a poche accensioni. È un colore che attira l’occhio del visitatore, ma che poi non gli dà quel che cerca. Da qualunque parte la si guardi, l’immagine resta sempre sfocata, talora quasi a doppio registro, talaltra sovraesposta o sottoesposta, con personaggi soli o in gruppo (mai in compagnia) colti fuori centro, magari anche smarginanti, con deciso taglio fotografico.

La sequenza quasi filmica dei formati stretti e lunghi moltiplica l’effetto della dispersione, sembra annullare l’idea stessa di centro. Non c’è più un centro come non c’è uno sviluppo temporale; non c’è più nemmeno un volto (quasi tutti sono colti di spalle) per cui non c’è più neppure un’identità rilevabile o rivelabile. Si vive, di transiti, come in un tempo sospeso.

Claudio Guarda

 

Xavier Visa a L’officina Home Interiors, Locarno 2012

Guardando le tele di Xavier mi sono tornati in mente i corsi di storia dell’arte : passando dall’impressionismo all’espressionismo, a quello astratto americano e poi a correre fino all’iper-realismo. Ora sembra che ci troviamo a ritornare indietro con il bagaglio di esperienze vissute da altri artisti… insomma non si poteva più procedere oltre l’iper-realismo e allora ecco che le tele sfuocate di Visa sono il passo successivo,  verso l’interiorizzazione : sembra che l’anima rifiuti l’iper-realismo e si rituffi nella sensazione (come fecero gli impressionisti dalla realtà) ma senza passare per la realtà, bensì da una fotografia… ulteriore passaggio alienante della non-memoria… ulteriore frammento tecnologico che ci allontana dal sentire interiore… Questa nostalgia per “una donna in rosso” o della sua foto, (perché rimane solo quello… dopo tutto), di spalle, che sfugge nella notte, sola, indipendente… questo sentire tipicamente maschile di una indefinita nostalgia per l’eterno femmineo che sembra essere fuori fuoco… ora nella tela di Xavier si trovano le impressioni del mondo contemporaneo, post – tutto… ma universale perché esprime il sentire, ritrae l’evanescente desiderio di unità, quasi sempre fuori fuoco… caldo fino al parossismo di colore e di impressioni.

Andrea Biasca-Caroni

Solo exhibitions (Selected):1998
MARC 3, Barcelona.2000
Galeria Principal Sombrerers, Barcelona.2001
Gallery 55, Bangkok, Tailàndia.2002
Galeria Principal Sombrerers, Barcelona.
LINEART,Bélgica, Galeria Principal Sombrerers.
ART FRANKFURT,Galeria Pral Sombrerers.2003
Gallery 55, Bangkok, Tailandia.
Galerie Made in Art, Lovaina, Bélgica.
LINEART, Bélgica, Galeria Pral Sombrerers.2004
Galerie ZUID, Amberes, Bélgica.
LINEART, Bélgica, Galeria Pral Sombrerers.2005
Galerie ZUID, Amberes, Bélgica.2006
Galerie ZUID, Amberes, Bélgica.2007
Galerie ZUID, Amberes, Bélgica.2008
Galerie ZUID, Amberes, Bélgica.
Group exhibitions (Selected):1996
Casa ELIZALDE, Barcelona,
KUNST RAI Amsterdam1998
Galeria Ppal Montcada, Barcelona1999
Galeria Ppal Montcada, Barcelona
Centro de arte Santa Mònica, Barcelona.2000
NEW ART, Barcelona, Galeria Pral Sombrerers.
Comisariada por Sergio Vila-Sanjuán, Saragossa.2001
NEW ART, Galeria Pral Sombrerers, con Txuma Sánchez.2002
Galeria Pral Sombrerers, Barcelona.2003
Galeria Pral Sombrerers, Barcelona.2004
Galerie ZUID, con Manuel Velasco.
ART FRANKFURT, Galeria Pral2005
Galerie ZUID, con Manuel Velasco.
ART NOCTURNE, Bèlgica, Galerie ZUID,2006
Galerie ZUID, A Christophe Preussman2007
Galerie ZUID, Bèlgica.
Galeria Jordi Barnadas, Barcelona.2008
Fira MiArt, Milano (Itàlia), Galeria Jordi Barnadas.Galeria Jordi Barnadas, Barcelona.

For the latest exhibitions of the artist, please see the Appointments’ Archive

CRITIC TO Xavier Visa. Text 1. English

mostra 2anni fa Xavier Visa. text 2. Spanish

Xavier Visa. Text 3. Spanish

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